L'inizio della fine
Nel 2025, il mondo si piegò sotto il peso di una malattia inarrestabile. Non un virus, non un batterio, ma PRIONI: proteine deviate che trasformarono il corpo in una trappola per sé stesso, corrompendo la mente e divorando il sistema nervoso.
“Il prione è un agente infettivo con caratteristiche non convenzionali: ha dimensioni più piccole dei virus ed è incredibilmente resistente alle procedure impiegate per rimuovere o inattivare virus, batteri, funghi o altri microrganismi noti."
Il contagio si diffuse silenzioso, portando tremori, confusione e, infine, una morte spoglia di dignità. Il morbo fu ovunque. Tutti lo chiamarono “La Caduta”. I primi segni della Caduta parvero banali: difficoltà respiratoria, spasmi, vuoti di memoria, parole che si spegnevano a metà. Si capì presto che la degenerazione era rapida e letale: dopo i primi sintomi i contagiati iniziavano a manifestare disfunzione neurologica, movimenti violenti e idrofobia. Era come se la malattia usasse le ultime energie degli infetti per strappargli violentemente quel che restava della loro umanità.
Poi, arrivò la morte. Ogni gesto quotidiano divenne un rischio. Non vi furono vaccini, non vi furono cure.Insieme alla morte, arrivò la paura. La paura di morire, la paura di vedere i propri cari trasformati dalla malattia, provare ad aggredire con una ferocia inumana chi cerca di portare loro un po’ di sollievo e cure palliative o cercare di strapparsi la pelle di dosso.La paura di dover usare quell’ultimo proiettile per sparare a una madre che cerca di azzannare un figlio, o a un bambino con le mani nelle viscere del fratello con cui aveva giocato fino al giorno prima.
L’umanità reagì con quarantene e confini, ma la paura si rivelò più contagiosa della malattia. In pochi mesi la società si sgretolò. Le città bruciarono, i governi crollarono e le persone si trasformarono in nemici. Ora, cinque anni dopo, tutto ciò che resta è un mondo spezzato, frammentato in terre contese e boschi silenziosi dove sopravvivere è l’unica regola.
UN MONDO SPEZZATO
Il mondo è un’ombra del passato. Le città, vuote e scavate dal tempo, sono scheletri di pietra e cemento. I boschi, una volta luoghi di rifugio e pace, ora nascondono pericoli invisibili: uomini disperati, mani armate, occhi che non conoscono pietà. I confini non sono più linee sulle mappe, ma barriere tracciate da bande armate e gruppi autoproclamati che governano con la forza.
Questi sopravvissuti si muovono attraverso quella che una volta era conosciuta come America. Gli Stati Uniti, con le loro linee precise e le loro leggi immutabili, sono svaniti. Nessuno sa più dove inizia un confine e dove ne finisce un altro. I vecchi nomi – stati, contee, città – sono diventati parole vuote, ricordi di un mondo che non esiste più. Al loro posto, un territorio frammentato e senza regole, dove la geografia è fatta di rovine e silenzi. All’inizio, non tutti sentirono il peso della Caduta allo stesso modo: alcuni furono colpiti subito, travolti dalla perdita delle loro case, delle loro famiglie e di ogni certezza. Altri, grazie alla loro posizione o alla loro fama, riuscirono a vivere per un po’ in un mondo ovattato, protetti dal caos. Ma non esisteva rifugio permanente. La malattia non conosceva privilegi e, con il tempo, ogni barriera cadde. Chi più chi meno, tutti dovettero confrontarsi con la realtà: un mondo spezzato dove ogni giorno era una lotta per sopravvivere.
Al giorno d'oggi la fiducia è una rarità. Ogni incontro è un rischio, ogni passo una scommessa.
Gli uomini si sono fatti più temibili della malattia stessa, e ogni decisione pesa come una sentenza.
Ma per chi ancora riesce a sperare, si parla di un luogo dove forse un'esistenza migliore ancora esiste: lo chiamano "IL CONFINE".
IL CONFINE
Gira voce che stia per partire una pulizia a tappeto.
Non importa se le persone siano davvero infette o meno: chiunque venga trovato sarà eliminato, senza domande, senza pietà.
Nessuno sa chi siano gli autori di questa operazione: una banda armata? Ex-militari?
Un gruppo autoproclamato? Non ha importanza.
La paura si è diffusa più veloce della verità, e ora spinge i sopravvissuti a cercare disperatamente una via di fuga.
Si parla di un confine. Un luogo dove la situazione sembra essere più tranquilla, dove non ci sono minacce immediate e dove forse si può vivere ancora, almeno per un po'. I Sopravvissuti si muovono nel cuore del bosco, guidati solo da frammenti di indicazioni confuse.
Attraversano alberi anneriti, evitano radure insidiose e ascoltano il silenzio, rotto solo dal suono dei loro passi.
Ogni risorsa è preziosa, ogni incontro un rischio. La Salvezza sembra lontana, ma fermarsi significa morire.
LA SOPRAVVIVENZA
Separate Ways ti trascina in un mondo crudele.
Alle tue spalle c’è solo la morte: la Caduta, il caos, e il vuoto lasciato da una realtà che si sta sgretolando. Davanti c’è l’ignoto. Un confine che nessuno ha mai visto. Potrebbe essere la salvezza, o forse solo una bugia. In Separate Ways sei uno dei tanti sopravvissuti. Non un eroe, ma un essere umano, un disperato come molti altri. Qualcuno che fino ad una manciata di anni fa viveva una vita normale: una casa, una routine, una sicurezza indistruttibile.
Ora, non ti restano altro che il tuo istinto, la tua capacità di adattarti e una speranza fragile che ti spinge ad andare oltre. Una fuga cieca, una lotta contro il tempo e contro le risorse che scarseggiano. In un mondo dove gli incontri possono essere letali quanto la solitudine, dovrai decidere cosa sei disposto a sacrificare pur di andare avanti.